Primavera del Prosecco Superiore

I PRODOTTI TIPICI

GUSTA L'ENOGASTRONOMIA

CASTAGNE e MARRONI
Prodotto tipicamente autunnale le castagne vengono solitamente accompagnate con un bicchiere di vino nuovo detto “Novello”. Sono raggruppabili nei due tipi: marroni, più pregiati, e castagne, che si distinguono per la dimensione.

ERBE DI CAMPO
Le erbe di campo fanno parte delle specie vegetali che nel Medioevo, nel periodo del Monachesimo, rientravano tra i “semplici”, cioè tra quelle ritenute curative della medicina popolare; vengono usate oggi, come ieri, nella cucina locale, per la facilità di reperirle nei campi, nei prati e lungo le siepi. Si raccolgono in primavera e tra le più note ci sono il radicio de camp, il Tarassaco o Soffione o Dente di Leone, le rosoline e gli s-ciopeti. Queste piante erbacee si utilizzano in cucina nelle zuppe, nelle minestre, nei pasticci, nelle frittate; si lessano e si condiscono con l’olio d’oliva o si passano in padella con aglio e olio.

FORMAGGI
Nella terra del Prosecco il buon formaggio deriva dai prati e dai pascoli ricchi di flora profumata, dal clima e dalla volonterosa attività di sapienti trasformatori. Le tipologie più significative che si possono assaggiare sono: la Casatella Trevigiana, tipico formaggio a pasta molle cruda, il Latteria, denominazione comune nell’area veneta per indicare il formaggio prodotto nelle antiche “Latterie turnarie”, il Montasio, prodotto con latte vaccino semigrasso di due mungiture dal sapore dolce nel formaggio fresco e semistagionato, leggermente piccante e saporito nello stagionato, e il Soligo, dal sapore dolce nel formaggio fresco, tende all’aromatico fino al piccante nelle altre tipologie. I più fortunati possono degustare il formaggio delle vicine malghe. In particolare il Morlacco del Grappa e il Bastardo. Formaggi che esaltano i profumi di montagna e del territorio incontaminato dei prati della pedemontana. Un’altra tipicità dell’arte casearia nostrana è il formaggio imbriago, ovvero quello messo a riposare sulle vinacce che garantiscono un gusto e degli aromi davvero straordinari.

FUNGHI
Le zone pedemontane sono ricche di ambienti in cui i funghi hanno sempre avuto notevole diffusione. In particolare i brisot (i porcini) dal sapore squisito, proposti affettati crudi e serviti in insalata oppure cotti,  per condire primi piatti , trifolati, in umido o fritti. Apprezzati anche i ciodet che crescono in autunno e, devono il proprio nome all’assomiglianza con una capocchietta di chiodo.

GERMOGLI
Nel periodo primaverile si posso trovare facilmente nei campi “germogli” di specie vegetali che hanno l’aspetto di giovani asparagi, sono usati nella cucina popolare della pedemontana. I più ricercati sono i bruscandoi, teneri germogli del Luppolo dal sapore amaro-aromatico, che si raccolgono lungo le siepi e nei luoghi incolti sia di pianura che di collina. Molto apprezzati sono anche i rustegot, i germogli primaverili del Pungitopo, e la sparasina, la Spirca dei boschi detta anche Barba di capra per la pannocchia terminale a fiori bianchi.

INSACCATI
Un tipico spuntino trevigiano è accompagnare un calice di Prosecco con un piatto di salumi affettati e con pane bianco di “casada”. Questo piatto può comprendere a piacere: dell’ossocollo ricavato dal collo di maiale, della pancetta, del salame, o della tradizionale sopressa. Si tratta di un particolare salume che viene insaccato con carne magra e grassa di suino o suino-bovino, sale e pepe, salnitro, vino bianco Prosecco, in grossi budelli che conferiscono la caratterisca forma ad arco. L’aria delle colline e il giusto grado di umidità evitano il formarsi all’esterno di muffe eccessive e consentono alle sopresse di maturare lentamente, da tre a sei mesi. Il territorio offre una vasta qualità di piccole produzioni contadine che garantiscono un viaggio nei sapori della tradizione.

MIELE
Nelle zone collinari e pedemontane sono presenti numerosi apicoltori, riuniti nell’Associazione Regionale Produttori di Miele del Veneto - Apicoltori del Grappa e nell’Associazione Provinciale Apicoltori Trevigiani (Apat). Tra i mieli di maggior importanza quello di acacia, dal colore molto chiaro e dal sapore delicato e floreale, quello di castagno, dal colore ambrato e sapore intenso, e il millefiori, che assume profumi e sapori diversi a seconda della fioritura.

OLIO EXTRA VERGINE VENETO DOP
L’olio extravergine d’oliva dei Colli Trevigiani viene prodotto nella Pedemontana Trevigiana, nell’area compresa tra i confini con le Provincie di Vicenza ad Ovest e Pordenone ad Est. La coltivazione delle olive era abbastanza diffusa nelle colline trevigiane da alcuni secoli ma è stata rilanciata una dozzina di anni fa. La qualità e le proprietà organolettiche dell’olio trevigiano sono ormai note, tanto che può fregiarsi di numerosi riconoscimenti italiani ed internazionali.

PATATE DEL QUARTIER DEL PIAVE
La fertile piana della Sinistra Piave, tra le Prealpi trevigiane e i colli del Montello, vede la produzione di questa patata, nei comuni di Vidor, Moriago della Battaglia e Sernaglia della Battaglia.Le varietà più diffuse oggi sono la Monnalisa, ottima lessa o arrosto, e la Spunta, gradita novella e al forno. Segnaliamo la Patata Cornetta di Vallata, un ortaggio di piccola pezzatura e di forma cilindrica. La loro produzione è esigua, quasi esclusivamente per l’autoconsumo familiare, ma occasionalmente si possono acquistare presso alcuni rivenditori della zona di produzione.


SPIEDO D’ALTA MARCA
Nella tradizione contadina, soprattutto dell’area del quartiere del Piave delle Prealpi trevigiane, la carne era consumata soltanto in determinate occasioni di festa. La dieta contadina era fatta soprattutto di fagioli, erbe, formaggi, salumi. Il maiale era la vera riserva di carne del mondo contadino, assieme a polli e galline, anatre, tacchini, oche. Nel 1956, a Pieve di Soligo, si decide di festeggiare l’uscita dall’incubo della fame, allestendo uno spiedo gigante. Inizia da lì una lunga tradizione legata proprio a questa manifestazione e lo spiedo viene così consacrato una volta per tutte come elemento della tradizione gastronomica di questo territorio. Proprio in occasione della celebrazione dei cinquant’anni da quella manifestazione, il comune di Pieve di Soligo, assieme alle Pro Loco, ha deciso di dar vita all’associazione per la  valorizzazione dello spiedo: l’“Accademia dello Spiedo d’Alta Marca”. Nel 2010, proprio grazie all’azione dell’Accademia, lo Spiedo d’Alta Marca è stato riconosciuto come “Prodotto tradizionale certificato”.

 

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